sabato 11 gennaio 2014

Convegno a Milano contro la tariffa truffa dell' AEEG

                        Sabato, 18 Gennaio 2014 (ore 14.30-18.30)
                           Sala ACLI - Via della Signora 3 Milano
                                                     Convegno

               "Per il diritto all'acqua, contro la tariffa-truffa dell'AEEG"
Costituzionalizzazione del diritto all'acqua, piena attuazione dei referendum, un nuovo e legittimo sistema tariffario e nuove forme di finanziamento del servizio idrico.

A oltre due anni e mezzo dalla vittoria referendaria del 12 e 13 Giugno 2011 continua, in tutta Italia, la mobilitazione per la piena attuazione degli esiti referendari, a difesa dell'acqua e della democrazia.
Oggi, soprattutto con l'approfondimento della crisi economica e sociale, il tema del diritto all'accesso all'acqua torna ad essere di stringente attualità anche in Italia. L'applicazione dei referendum, oltre ad essere elemento sostanziale del rispetto della volontà popolare, è dunque un primo passo fondamentale nella direzione della  piena realizzazione di tale diritto.
Per questo risulta decisivo avviare la discussione parlamentare e approvare la legge d'iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ri-pubblicizzazione del servizio idrico” e contestualmente ridefinire un sistema di finanziamento del servizio idrico integrato che utilizzi, oltre alla leva tariffaria, anche la fiscalità generale e la finanza pubblica.
In tale contesto altro passaggio necessario è il ritiro della nuova tariffa del servizio idrico (Metodo Tariffario Transitorio) elaborata dall'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas perchè in palese violazione dell'esito del II°
referendum visto che si stanno facendo rientrare dalla finestra i profitti garantiti per i gestori. Su questo il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, insieme alla Federconsumatori, ha promosso un ricorso al TAR Lombardia il cui procedimento si apre proprio il 23 gennaio prossimo.
Il convegno, dunque, da una parte si pone l'obiettivo di denunciare come il diritto all'accesso all'acqua sia messo sotto attacco da diversi provvedimenti, a partire da un sistema tariffario illegittimo e da un sistema di finanziamento del servizio idrico non equo e insostenibile, e dall'altra di avviare un ragionamento sulla costituzionalizzazione di tale diritto.

Programma:
Saluto di un rappresentante del Comune di Milano
Saluto del Comitato Milanese Acqua Pubblica
Introduzione del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Interverranno:
• Emilio Molinari - Il diritto all'acqua come battaglia globale
• Corrado Oddi - Contro il sistema tariffario dell'AEEG, per il riconsocimento dell'esito referendario
• Marco Bersani - Il ruolo della finanza pubblica nel diritto all'acqua
• Interventi dei comitati territoriali su tariffa/Campagna di Obbedienza Civile
Apertura dibattito
                             Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

martedì 10 dicembre 2013

...e no ma proprio no, con iren non si può, annullare un referendum come niente

Giovedì 12 dicembre alle 13:00 presso la sede della Provincia (Via Garibaldi) si terrà la riunione del Consiglio Locale di Atersir (i 48 Sindaci della Provincia e il Presidente Trespidi), che sarà decisiva per la gestione dell'acqua a Piacenza per i prossimi 25/30 anni!
Purtroppo sembra farsi strada sempre di più l'ipotesi di una SPA MISTA pubblico-privata, che continuerebbe a lucrare sull'acqua in barba al referendum!
E' inoltre alle porte un accordo-fregatura con Iren, che dovrà essere votato dai 48 Sindaci, con il quale si aumenterebbero le tariffe del 13%, e si realizzerebbero 10 milioni di opere all'anno anziché i 15 milioni annui previsti dal Piano d'Ambito precedente!, complice anche la nuova tariffa-truffa dell'AEEG, su cui pendono diversi ricorsi.
Insomma pagheremo di più per avere molto di meno, e Iren o qualche altro privato continuerà a fare profitti sulla gestione dell'acqua!
In questa riunione non verrà presa una decisione definitiva, ma sarà un primo fondamentale atto di indirizzo: stiamo quindi cercando di portare quanta più gente possibile a manifestare davanti e dentro al Palazzo della Provincia per fare pressione sui nostri amministratori, e vi chiediamo di darci una mano partecipando al sit-in e spargendo la voce.

Grazie mille e a presto!

Al seguente link l'evento facebook: www.facebook.com/events/185549651641162

domenica 1 dicembre 2013

La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci. Isaac Asimov, Fondazione, 1951



Venerdì mattina a Parma era stato organizzato un presidio davanti agli uffici di IREN spa che sta staccando le utenze di acqua, luce e riscaldamento ai molti cittadini che non ce la fanno più a pagare le bollette mentre le temperature vanno sottozero. Tra questi vi sono moltissime famiglie con bambini e molti anziani.
Una trentina di persone si è recata dapprima davanti agli uffici poi, verso l'orario di chiusura, quando ormai pochi erano gli utenti rimasti, è entrata nella sala, chiedendo di parlare con i vertici dell'azienda; il tutto in modo assolutamente pacifico.
I vertici si sono negati, sono state bloccate le uscite ed è stata chiamata la polizia. I manifestanti, tra cui alcuni della Rete diritti in casa, della Commissione audit e dell'Assemblea no inceneritore, hanno fatto resistenza passiva, così sono stati trasportati sui cellulari della polizia e condotti a sirene spiegate in Questura. Una donna ha ricevuto alcune manganellate, che le hanno procurato la frattura del polso, una signora anziana ha avuto un collasso: entrambe ora sono all'ospedale. Tutti hanno subito un fermo, sono stati identificati, sono state prese le impronte digitali, scattate le foto segnaletiche (!) e ora si trovano con quattro capi di imputazione tra cui l'interruzione di pubblico servizio.
Nel pomeriggio in parecchie persone sono andate davanti alla Questura, per sostenere chi si trovava là dentro.
Dopo essere venuto a conoscenza dell'accaduto e delle motivazioni della protesta, il Questore si è offerto di fare da mediatore tra il Comune (che mai si è interessato della questione delle bollette insolute e dunque della grave situazione in cui versa la città), IREN e una delegazione dei movimenti che sostengono la protesta: lunedì pomeriggio alle 16 ci si riunirà per trovare una soluzione.
IREN ha una quota enorme di insoluti che non vuole rendere nota per non far crollare il valore delle azioni. E' interesse di tutti i cittadini invece portare alla luce questa cinica e crudele politica aziendale, di disprezzo e di accanimento verso le fasce più deboli della società, in nome delle esigenze del mercato.
I manifestanti, tra cui anche molte persone rimaste senza luce e senza gas,avevano chiesto l’apertura immediata di un piano di moratoria sui distacchi delle utenze che coinvolga comune e Iren, e l’istituzione di nuove forme di tutela che tengano conto anche del reddito e della composizione dei nuclei famigliari, come nuovi piani tariffari, tariffe sociali e sistemi etici di rateizzazione dei pagamenti. “Vogliamo che sia garantito il diritto di accesso ai servizi senza penalizzare i soggetti deboli”, hanno continuato i manifestanti, che hanno chiesto anche l’erogazione di un servizio minimo garantito di utenze a tutti, come 50 litri di acqua giornaliera ad abitante e 1 Kw di elettricità e gas in base alla metratura delle abitazioni, “per la salvaguardia della sussistenza e della dignità della persona”.Il dito è puntato contro il processo di privatizzazione dei servizi che una volta erano pubblici, che a Parma si è tradotto nel passaggio dalla municipalizzata Amps ad Iren, quotata in Borsa: “Oggi Iren risponde solo alla logica del profitto – aggiunge Filippo Adorni, della Rete diritti in casa – ma i costi per le utenze sono aumentati e famiglie che hanno sempre pagato le bollette regolarmente, oggi non ce la fanno più, senza contare gli sfratti che aumentano in modo esponenziale”.
Anche qui a Piacenza è giusto che i cittadini e le cittadine conoscano i rischi delle privatizzazioni dei servizi pubblici essenziali per vivere e il vero volto di IREN la spa che sembra riscuotere tanto credito e fiducia presso i nostri amministratori decisi a rinnovargli il mandato di gestione del Servizio Pubblico Integrato.
Scritto da Francesca
Puoi gurdare quello che è successo qui:https://www.youtube.com/watch?v=TG5EA3fK7KI

lunedì 25 novembre 2013

Siamo la sorpresa..... siamo la chiarezza dell' ACQUA BENE COMUNE

Sabato abbiamo digiunato.........400 volantini distribuiti nel freddo istituzionale di Comune e Provincia per spiegare ai cittadini che l' acqua non possono rubarla.Alle criticità mosse ai processi per ritornare all' acqua pubblica  rispondiamo che: 
"Il referendum per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico di giugno 2011 ha stabilito l'abrogazione della cosiddetta “remunerazione del capitale investito” dalle bollette idriche degli italiani. I gestori non si sono adeguati a questa disposizione e l'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas (AEEG) ha avviato un vero e proprio boicottaggio agli esiti del referendum. La magistratura però sta dando ragione ai cittadini che avevamo fatto ricorso a questo vero e proprio furto di democrazia.
Dopo la sentenza del giudice di pace di Chiavari che aveva obbligato il gestore a rimborsare la quota di remunerazione del capitale investito incassato nel periodo tra luglio e dicembre del 2011, arrivano due sentenze del giudice di pace di Arezzo che obbligano il gestore Nuove Acque a rimborsare la quota di profitto da luglio 2011 a gennaio 2013 (data di presentazione dei ricorsi).
Le sentenze confermano la correttezza di quello che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha sempre sostenuto: dopo l’esito referendario tutto il profitto – comunque denominato – deve essere eliminato dalle bollette.
Dopo questi nuovi pronunciamenti che derivano anche da quella molto esplicita del Consiglio di Stato del gennaio scorso, il Forum invita ancora una volta l’AEEG a tornare sulle proprie deliberazioni e a predisporre un sistema tariffario in piena conformità con l’esito referendario. È evidente che lo stratagemma che l’AEEG ha adottato nel disciplinare il metodo tariffario transitorio chiamando “costo della risorsa finanziaria” quello che prima si chiamava “remunerazione del capitale investito” è risultato inefficace.
Ormai da più parti d'Italia i cittadini - stanchi di non vedere rispettato il volere del 96% degli elettori che poco più di 2 anni fa sancirono che sull’acqua non si può fare profitto - si stanno attivando per la tutela dei loro diritti.
E le sentenze sopracitate - come è ovvio e giusto che sia - ristabiliscono il primato della legge e bocciano le alchimie di politici e burocrati. 

sabato 26 ottobre 2013

Il "Profumo" dei soldi sull'acqua: come dimenticarsi di mancati investimenti e referendum.


Paghiamo 15 milioni di opere all'anno ma Iren ne vuol fare solo 10. E si sparano costi gonfiati per la gestione pubblica

Quello che si sta configurando a livello piacentino è un segnale che i cittadini dovrebbero temere. Controllori pubblici che accusano il gestore privato per mancati investimenti e poi in una metamorfosi kafkiana si ritrovano, a porte chiuse, con i vecchi amici che a questo punto, scampato il pericolo di azioni legali, concedono in dono all'amministrazione del territorio soldi non propri ma dei cittadini, facendone però sparire 5 milioni all’anno più il pregresso!
Dobbiamo, ancora una volta, chiedere spiegazioni: ci domandiamo per quali motivi dentro le porte "chiusissime" dell'Ufficio di Presidenza di Atersir si festeggi "lo scoppio della pace" quando Iren magicamente fa sparire 15 milioni in tre anni dalle tasche dei cittadini! Ricordiamo infatti che, grazie ai soldi versati con le bollette, il Piano d’Ambito prevede 15 milioni di investimenti per ogni anno. Iren offre invece 10 milioni all’anno per il triennio 2013-2015, cioè 15 milioni in meno del previsto! Senza contare almeno altri 12-15 milioni di mancati investimenti pregressi (2011-2012)! E pensare che se avessimo una gestione totalmente pubblica potremmo fare tutti gli investimenti pianificati, e risparmiare sul profitto che invece continuiamo a versare a Iren nonostante il referendum!
Ci chiediamo quindi cosa ci sia da festeggiare, e quali argomenti abbia utilizzato l’ex ministro Profumo per rendere entusiasti l’Ufficio di Presidenza di Atersir e il Presidente Trespidi, il quale solo poco tempo fa mostrava risoluto la lettera a Iren di minaccia di ricorso giudiziario per i mancati investimenti.
I cittadini dovrebbero poter partecipare alla gestione del bene comune acqua, e poter essere al corrente di quali scambi e accordi vengono fatti in questi incontri segreti! Invece si prosegue con incontri “blindati”, o quando va bene con finti percorsi partecipati che vengono palesemente pre-indirizzati. 
Percorsi come quello di giovedì 17 ottobre in Commissione Consiliare a Piacenza, in cui il Presidente della Commissione Bricchi (PD) nella sua introduzione tutt'altro che imparziale, come invece richiederebbe il suo ruolo istituzionale, ha affermato che una sentenza della Corte Costituzionale sancirebbe che a seguito del referendum il profitto non va eliminato del tutto, ma solo in parte! Lo invitiamo a citare il passaggio della sentenza in cui la Corte avrebbe scritto una cosa simile.  Lo stesso Bricchi ha inoltre affermato che per ripubblicizzare sarebbero necessari 90 milioni di euro! Assolutamente singolare che, a fronte di una richiesta di 30 milioni da parte dei vertici di Iren, i costi stimati dai nostri amministratori siano addirittura il triplo, e continuino a lievitare di settimana in settimana! Innanzitutto occorre ricordare che le reti sono di proprietà pubblica per legge: ad Iren vanno eventualmente corrisposte le quote relative agli investimenti non ancora ammortati, che Iren ha dovuto anticipare accendendo mutui presso le banche, che verranno ripagati con le bollette degli anni successivi. Basterebbe quindi che il nuovo gestore portasse avanti il piano degli investimenti, subentrando nei mutui accesi da Iren. Inoltre il fatto che vada indennizzato il vecchio gestore è tutt’altro che scontato, infatti sul parere giuridico che Atersir ha commissionato allo studio Bonelli Erede Pappalardo leggiamo che "Ad oggi né la normativa nazionale né tantomeno quella comunitaria prevedono l’obbligo di indennizzo in caso di subentro nella gestione del S.I.I." Tuttavia il parere legale suggerisce di avviare una trattativa con Iren, per corrisponderle i mancati ammortamenti. Il problema è che non si vuole avviare una negoziazione per ripubblicizzare il servizio idrico.
E’ sempre più palese che una parte dell'Amministrazione Comunale, tra cui l'assessore alle partecipate prof. Timpano, non ha minimamente intenzione di applicare il referendum (come invece promesso in campagna elettorale e nelle linee di mandato).
Crediamo che sia giunto il momento di isolare chi all’interno dell’Amministrazione continua a rinnegare la volontà popolare espressa dal referendum, le promesse elettorali e le stesse linee di mandato della coalizione!
Continuiamo a pretendere che in uno scatto d’orgoglio gli amministratori di tutto il territorio provinciale riescano a consegnarci una gestione pubblica e libera dalle logiche di profitto, nel rispetto della volontà referendaria, e invitiamo i cittadini a fare altrettanto e a contattarci per far sentire insieme la nostra voce.  acquapubblicapiacenza@gmail.com 


COMITATO ACQUA BENE COMUNE PIACENZA  -   FORUM  ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA